In realtà si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare che però non darà luogo a una consultazione referendumprova

Gira da giorni su Facebook e su WhatsApp un invito a firmare un «referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni». L’obiettivo sarebbe quello di aumentare le pene per chi viola il domicilio e «negare il risarcimento delle eventuali lesioni causate al ladro o agli eredi in caso di morte ladro». Ma si tratta di una mezza bufala: nonostante quello che purtroppo riporta anche qualche testata nazionale, non esiste in Italia la possibilità di votare un referendum di questo genere.

L’istituto giuridico del referendum, in Italia, prevede due principali tipologie: quello abrogativo, per cancellare una norma o una sua parte (come quello votato il 17 aprile sulle trivellazioni) e quello costituzionale per approvare o respingere una riforma della Costituzione. A questi si aggiungono quelli, regionali, comunali e provinciali, su questioni legate alle amministrazioni locali o alle fusioni tra enti.

 

La proposta di legge, a differenza di quanto si legge nel messaggio che gira in rete, non è vittima di alcuna censura sui media e ha raccolto 160mila firme (il minimo richiesto è 50mila).

Quello che va precisato, però, è che la proposta non vincola in alcun modo il Parlamento ad approvare una riforma di questo genere: dal 1979 a oggi, infatti, sono state presentate circa 260 proposte di legge di iniziativa popolare e solamente 3 sono diventate legge.

Di seguito la proposta di legge che è volta a modificare art 614 del codice penale, in particolare degli art 1 e art 2:

Art. 1
(Modifiche all’articolo 614 del codice penale)
1. All’articolo 614 del codice penale sono apportate le seguenti modifiche:
a) Al primo comma le parole “da sei mesi a tre anni” sono sostituite dalle seguenti ”da uno a sei anni”;
b) Al terzo comma sono aggiunte le seguenti parole:”Ma si procede d’ufficio se il fatto è stato commesso per eseguire un delitto
perseguibile d’ufficio”:
c) Al quarto comma le parole “da uno a cinque anni” sono sostituite dalle seguenti “da due a sette anni”;
d) Dopo il quarto comma è inserito il seguente:
“Colui che ha posto in essere una condotta prevista dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento di qualsivoglia danno subìto in occasione della sua introduzione nei luoghi di cui al primo comma”.

Art. 2
(Modifiche all’articolo 55 del codice penale)
1. All’articolo 55 del codice penale, in fine, è aggiunto il seguente paragrafo: “Non sussiste eccesso colposo in legittima difesa
quando la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma dell’articolo 52”.

By | 2017-09-04T17:38:30+00:00 maggio 10th, 2016|News|0 Comments